L'efficiente settore agricolo, uno dei più fertili del paese, produce grano, mais, barbabietola da zucchero, tabacco, riso, soia, mele, pere, pesche e uva da vino, che alimenta una solida industria enologica. Le terre dedicate ai foraggi approvvigionano un numeroso bestiame bovin da carne e da latte; è importante anche l'allevamento dei suini, in particolar modo nelle provincie di Treviso e Padova. Di buon livello anche la produzione di legname e la pesca, cui si deve aggiungere la piscicultura nella zona costiera.
L’energia veneta
Il Veneto vanta una tradizione enologica consolidata, già ai tempi dei romani grazie al vino retico (aggettivo conteso
con la Valtellina, il Tirolo, parte della Svizzera e della Baviera). Sta di fatto che a partire dal VII secolo a.C., con
l’arrivo degli Etruschi, il Veneto comincia a produrre vino nella concezione moderna. Successivamente, soprattutto con le
cure e la diffusione di metodi di coltivazione della vite da parte dei monaci, si ebbe un incremento delle superfici vitate.
Tutto intorno a Venezia, tranne che per il lato sul mare, viene coltivata la vigna e persino nelle isole della laguna si
trovano vigneti. Da ormai qualche decennio si assiste tuttavia a un riesame intelligente del vigneto veneto e alla sua
conseguente riduzione. I principali vitigni comprendono uve autoctone, come la corvina, la garganega, la raboso e la
rondinella e altre importate, come la barbera, la cabernet, la pinot nelle tre varietà nera, grigia e bianca e la
riesling italica e renana. Il Veneto vanta in Italia il primato nella produzione, di vini D.O.C. Esistono infatti ben 13 zone
di produzione di vini a denominazione controllata in cui operano consorzi che salvaguardano qualità e tipicità
del prodotto. |