Quattro torri che terminano a sbalzo con merli: ecco il castello d’Aymavilles. Quattro torri tutte differenti per diametro, caratteristiche decorative, merlatura e disposizione delle aperture a finestra. Atipico rispetto ad ogni altro maniero valdostano, quello che fu proprietà degli Challant spicca nella radura stretta fra le montagne della cittadina omonima, Nonostante le premesse per una costruzione massiccia ci siano tutte: robuste torri
ed un unico corpo centrale, l’insieme risulta alleggerito dalle logge, dalle numerose finestre e dagli stucchi profusi a piene mani anche all’esterno.
Amedeo di Challant, figlio di Aimone e fratello di Bonifacio I iniziò la stirpe degli Challant del ramo di Aymavilles; e siamo nel tardo 1300.
Il castello così come lo si vede oggi è frutto del volere di Giuseppe Felice che diede l’aspetto attuale a quella che in origine era una semplice torre e ancor prima un’abitazione romana. L’epoca è il Settecento, il grande secolo dei Lumi. A collegare le torri l’una all’altra sono delle logge ricche di decorazioni a stucco, come ricche di stucchi sono le finestre a foggia rettangolare e quadrata. Sontuoso lo scalone centrale che introduce il visitatore all’interno del maniera. Un portico a tre arcate incornicia il portone d’ingresso. . |