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Le Fortezze in Piemonte

Forte di Fenestrelle



Nel 1694 Luigi XIV (il «re Sole»), su consiglio del generale Nicola Catinat, fece erigere a Fenestrelle, in alta val Chisone - che da diversi secoli apparteneva alla Francia - un forte, il forte Mutin. Posto sulla sponda destra del torrente Chisone, fu conquistato dalle armate sabaude di Vittorio Amedeo II nell'agosto 1708, dopo un assedio durato 15 giorni. Con il trattato di Utrecht del 1713 l'alta valle del Chisone e il forte Mutin passarono ufficialmente ai piemontesi. Il re di Sardegna, negli anni '20, ritenne inadeguato il sistema difensivo rappresentato da tale fortezza e da alcune sue postazioni ridotte. Affidò quindi ad Ignazio Bertola, conte d'Exilles, primo ingegnere di S.M., l'incarico di progettare nuove fortificazioni a Fenestrelle. Il complesso fortificato, concepito come una struttura a serravalle sul versante sinistro orografico, comprende tre forti (San Carlo, Tre Denti, Valli), tre Ridotte (Carlo Alberto, Santa Barbara, Porte) e due Batterie (Scoglio, Ospedale), collegate fra di loro da una Scala Coperta di 4000 gradini, unica nel suo genere. Le istruzioni si susseguirono per tutti gli anni di costruzione del complesso. I lavori iniziarono nel 1728 nella parte alta, in cima al Monte Pinaia (una propaggine del Monte Orsiera) con la realizzazione delle tre Ridotte (Elmo, Sant'Antonio, Belvedere) che insieme costituiscono il Forte Delle Valli. Scendendo gradualmente con le operazioni, verso il fondo valle, venne prima integrata la preesistente ridotta costruita dai francesi, che prese il nome di Forte Tre Denti; ed infine, a partire dal 1731, avviata l'edificazione del «forte da basso» (il Forte San Carlo), il più esteso e rappresentativo del complesso. Vittorio Amedeo II, iniziatore dei lavori, ne vide realizzata solo una piccola parte. Infatti l'abdicazione (1730) trasferì la prosecuzione dell'opera al figlio Carlo Emanuele III. Numerosi ed importanti ingegneri e architetti militari si occuparono del forte come il De La Marche (o La Marchia) - morto nel 1742 a Fenestrelle e sepolto nella Chiesa parrocchiale - e il Marciotti (questi due operarono direttamente nel cantiere di Fenestrelle), quindi il conte Pinto (succeduto al già citato Bertola), il De Vincenti, il Nicolis de Robilant, il Rana.




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