Il settore agricolo, che mantiene un peso rilevante nel complesso dell'economia regionale e nazionale, viene considerato uno dei più avanzati del paese. La maggior parte delle terre agricole si trova nella bassa pianura padana. Le coltivazioni principali sono cereali (grano, orzo, riso), frutta(pere, mele pesche, prugne), barbabiertola da zucchero, ortaggi e legumi. Notevole la viticultura e il settore enologico, con la produzione di vini di fama internazionale come il Lambrusco. Si allevano sopratutto bovini e suini. Anche la pesca è un'attività distaccata del settore primario, arricchita dalla piscicultura che si pratica nelle valli di Comacchio. Indicativamente l'Emilia è al primo posto per il frumento e produce il 62% delle pere, il 37% delle barbabietole da zucchero, il 48% delle susine e fragole, il 32% delle pesche, il 20% delle mele . Anche per gran parte degli altri prodotti agricoli è ai primi posti, in particolare per l'uva, i pomodori, i legumi. Ottima la produzione di vino, latte, latticini, burro, formaggi, carni (celebri il parmigiano reggiano e il prosciutto di Parma). Oltre a grandi allevamenti di animali da cortile, il patrimonio di suini è pari al 24% di quello nazionale, mentre quello dei bovini supera il 12%. Le aree in cui il settore è più sviluppato sono quelle facenti capo a Forlì, Bologna, Modena e Ferrara. In tutta la regione l'agricoltura è basata su alcune grandi aziende capitalistiche e su numerose piccole e medie aziende unite in cooperative (oltre 12.000), costituite a diversi livelli, dalla conduzione alla trasformazione o conservazione dei prodotti, alla loro commercializzazione ed esportazione
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