Situato in una conca di superlativa bellezza il Garda fu celebrato fin dall'antichità con gli accenti più entusiastici. Le sue rive furono abitate già in epoca neolitica, quassù si spinse la civiltà etrusca, quella celto-gallica ed infine quella romana (colonizzazione '88 a.C.). Meta obbligata del turismo nordico, che trova in questa oasi di tipo mediterraneo un preludio al sole del sud, il Garda offre un paesaggio alpino, che nella parte a nord lo incornicia, cedendo poi il posto ad un panorama di rocce intessute da una lussureggiante copertura di forme e colori che non trova riscontro in nessun altro dei laghi prealpini. Il clima grazie all'influenza mitigatrice delle acque che portano il loro beneficio termico molto più a nord, è dolce e temperato, favorendo l'insediamento di una vegetazione di tipo mediterraneo, con olivi, cipressi, lecci, eriche arboree, terebinti, agrumi di ogni specie, felici connubi tra flora alpina ed appenninica. Da un punto di vista faunistico le acque del lago sono assai ricche. Il Lago di Garda trentino è accarezzato dal vento costante chiamato "Ora", che puntualmente ogni giorno, in estate, giunge a gonfiare le vele e spinge i surfisti a cavalcare le onde sempre più veloci Ma la vela, oltre ad essere divertimento, è anche sport e prestigiose regate - di richiamo nazionale ed internazionale - sono organizzate ogni anno suddivise nelle diverse classi veliche.
Bacino lacustre dell'Italia settentrionale, anche detto Benaco, ripartito tra Lombardia a ovest, Trentino-Alto Adige a nord, e Veneto a est. è il più esteso lago d'Italia (ha una superficie di circa 370 km2 e una profondità massima di 346 m). Situato a 65 m di quota, il lago di Garda ha una caratteristica forma allungata (51,6 km da nord a sud). La sua sezione settentrionale è stretta e incassata tra i monti, tra cui l'imponente massiccio del monte Baldo (2218 m), mentre quella meridionale si allarga verso la Pianura Padana sino a raggiungere un'ampiezza di 17,5 km. Ha rive generalmente alte, con varie insenature (golfi di Desenzano, di Garda, di Salò) e penisole. La sua sezione meridionale, nella quale si allunga la sottile penisola di Sirmione, ha rive basse, orlate tutt'intorno dalle colline dell'anfiteatro morenico formato dal gigantesco ghiacciaio che, nel Pleistocene, scendeva lungo il solco benacense raccogliendo i ghiacciai delle Alpi Retiche. Nella zona centroccidentale del lago affiorano alcune isolette; la maggiore è l'isola di Garda (0,08 km2). Unico importante immissario è il fiume Sarca, che entra nel lago a nord, tra Torbole e Riva del Garda (in provincia di Trento). Il suo emissario fuoriesce dal lago a sud, presso Peschiera del Garda (in provincia di Verona), con il nome di Mincio, andando poi a tributare al Po. L'ampiezza del bacino lacustre influisce in misura notevole sul clima del territorio circostante, consentendo lo sviluppo di una rigogliosa vegetazione mediterranea (palme, oleandri, aranci, limoni, olivi ecc.). Importante è anche la viticoltura. La principale risorsa economica della zona è, tuttavia, il turismo nazionale e internazionale: d'altronde già i romani apprezzavano la mitezza del clima e gli splendidi paesaggi del lago di Garda e amavano villeggiarvi, come testimoniano i resti della cosiddetta villa di Catullo, situata a Sirmione (in provincia di Brescia). Le sue sponde sono un susseguirsi di centri noti e popolosi, alcuni dei quali d'origine antica, come indicano le rocche, i castelli, le mura, a testimonianza delle contese secolari tra veneti e lombardi. Essi sono oggi collegati tra loro da un'arteria stradale detta Gardesana. Si ricordano soprattutto Desenzano del Garda, Salò, Gardone Riviera e Limone in provincia di Brescia, Peschiera, Lazise, Garda e Malcesine in provincia di Verona, e Riva del Garda in provincia di Trento.
Origine del toponimo Garda
Accanto alle voci del lessico comune giocano un ruolo importantissimo i toponimi, radicati a una realtà strettamente locale e rimasti inalterati anche di fronte all’avvicendamento di genti e lingue assai diverse. È il caso del lago di Garda, detto anche Benaco. Le sue due varianti quella dotta Benaco, basata sul nome antico e quella comune Garda usata dal Medioevo in poi, costituiscono una precisa testimonianza della presenza celtica (nel primo caso) e germanica (nel secondo).
La voce latina Benacus, infatti è con ogni probabilità di origine celtica e indicherebbe la configurazione geografica del lago: bennacus “dai molti promontori. Garda invece che prende il nome dell’omonima località della sponda orientale, testimonia accanto a Gardone, la dominazione germanica dei secoli VI-VIII e, in particolare, quella dei Longobardi, che divisero la regione benacense in distretti, tutti dipendenti dal Ducato di Brescia.
Mentre il lago è menzionato in questo modo solo tre secoli più tardi, in una carta del 1807, il toponimo originario, quello del paese, è contenuto già in documenti dell’VIII secolo e non è altro che l’evoluzione della voce germanica WARDA, “guardia” e, più specificatamente, “luogo elevato atto ad osservazioni militari”, “castelliere di sbarramento” che ha lasciato tracce un po’ in quasi tutta l’Italia.
Cenni Climatici
Pur trovandosi in un areale climatico di tipo continentale, il bacino del Garda ospita una massa d'acqua considerevole, che riesce a trattenere il calore estivo e a ridistribuirlo gradualmente in inverno, addolcendo così la temperatura delle sponde. La vegetazione lacuale (ulivi, oleandri, ginestre, alloro) è infatti quella tipica delle zone submediterranee, ma anche i territori vicini, come la val d'Adige e soprattutto le valli veronesi, godono della favorevole situazione ambientale, al punto da rendere possibile la coltivazione dell'ulivo anche in aree distanti una trentina di chilometri dal lago. Le stesse montagne, proteggendo il Garda dai venti freddi del nord, contribuiscono a mantenere una situazione climatica particolarmente felice, anche se talvolta l'impeto di correnti improvvise rende burrascose e pericolose le acque. La piovosità risulta minore rispetto alle zone vicine, e si manifesta con maggiore intensità nella stagione autunnale. Per contro, le montagne circostanti sono spesso innevate.
Va detto infine che la celebre limpidezza del lago Garda è dovuta soprattutto al lento deflusso del Mincio, che consente alle acque di rimanere a lungo nel bacino, lasciando decantare le particelle in sospensione. |