Content on this page requires a newer version of Adobe Flash Player.

Get Adobe Flash player

Italia
Marche
Storia
Itinerari
Città
 
Contatti
Cerca

Content on this page requires a newer version of Adobe Flash Player.

Get Adobe Flash player


bandiera regione marche
posizione marche in italia




economia e agricoltura in marche

Agricoltura

L'economia marchigiana è riuscita solo in tempi recenti ad acquisire una struttura adeguatamente diversificata in cui industria e commercio svolgano un ruolo proporzionato alle loro potenzialità produttive: la transizione dalle forme tradizionali di una società agricola che fino alla II guerra mondiale improntava in misura determinante la vita locale, soprattutto attraverso la capillare diffusione del rapporto mezzadrile, non è stata facile, avvenendo al prezzo di una sensibile emigrazione e dell'intensivo sfruttamento delle capacità di lavoro della popolazione, ma ha portato infine a raggiungere una situazione di particolare equilibrio intersettoriale e a garantire discreti redditi familiari, cresciuti in misura maggiore rispetto a quelli di altre regioni. Le Marche possono così definirsi anche a questo riguardo una realtà mediana nel contesto nazionale: tale collocazione è attestata più in particolare dai livelli del prodotto regionale lordo pro capite, lievemente superiore alla media italiana, e del tasso di disoccupazione, più vicino ai dati delle regioni sett. che di quelle meridionali. Degna di nota è l'omogeneità della distribuzione della ricchezza fra le varie province a testimonianza dell'assenza di marcati squilibri territoriali. Malgrado tali progressi l'economia marchigiana presenta ancora taluni limiti significativi, evidenziati dalle più recenti tendenze del commercio internazionale ma, in parte, associati allo stesso tipo di sviluppo perseguito: essi sono riassumibili nelle difficoltà di consolidamento e allargamento delle attività industriali e terziarie, ma anche nella staticità dell'agricoltura.
Largamente prevalente fino agli anni Cinquanta, il settore primario continua a esser elemento di un certo rilievo, almeno nella considerazione occupazionale se non in quella del contributo alla formazione del reddito: limitata nelle proprie potenzialità già dalla scarsa fertilità del suolo e dalla conformazione del territorio, l'agricoltura registra una produttività inferiore a quella della maggior parte delle altre regioni, non avendo attuato un rinnovamento neppure dopo l'abolizione della mezzadria, molto diffusa nei secoli passati. Principali prodotti sono il frumento (con prevalenza del grano duro; interessa oltre il 50% del coltivo), la barbabietola da zucchero (seconda produzione a livello nazionale), gli ortaggi (cavolfiore, finocchio), la frutta (soprattutto susine) e il tipico girasole; la viticoltura, a esclusiva specializzazione vinicola (rosso piceno e verdicchio), mostra capacità di tenuta (grazie a una vasta riqualificazione) al contrario dell'olivicoltura. L'allevamento, in genere poco sviluppato, è sopratutto ovino, suino e dei volatili. La pesca ha dimensioni notevoli, fornendo il terzo prodotto regionale italiano (anche se problemi di conservazione del patrimonio ittico hanno determinato l'adozione di periodi di fermo biologico); suoi centri più importanti sono Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, Civitanova Marche, San Benedetto del Tronto e Porto San Giorgio.




Content on this page requires a newer version of Adobe Flash Player.

Get Adobe Flash player